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Da 34 anni Siamo Leader nelle Investigazioni a Torino Ecco perché il Nostro Nome lo Conoscono Tutti Agenzia Investigativa Delle Alpi

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Indagini familiari a Torino: infedeltà, separazione, affidamento e mantenimento

Agenzia Investigativa delle Alpi: indagini familiari a Torino con investigatori dipendenti, prove valide in sede di separazione, divorzio e affidamento. Colloquio riservato con un responsabile.

Un sospetto sul partner, una separazione che si avvicina, un ex coniuge che dichiara di non poter pagare il mantenimento, un figlio adolescente che frequenta persone sbagliate: sono le situazioni per cui ci si rivolge a un investigatore privato a Torino in ambito familiare. L’Agenzia Investigativa delle Alpi svolge indagini familiari dal 1992 con autorizzazione della Prefettura di Torino ex art. 134 T.U.L.P.S., investigatori dipendenti e due sedi in città. Le prove raccolte sono utilizzabili in sede di separazione, divorzio, affidamento e revisione dell’assegno. Il primo passo è un colloquio con un responsabile, coperto dal segreto professionale.

Le indagini familiari che svolgiamo a Torino

Infedeltà coniugale e separazione con addebito

Svolgiamo indagini per documentare la relazione extraconiugale del coniuge con foto e video, scattati in luoghi pubblici e aperti al pubblico, in più giornate. La prova dell’infedeltà serve all’avvocato per chiedere l’addebito della separazione (art. 151 c.c.), con effetti sull’assegno di mantenimento e sui diritti successori, e per sostenere la posizione del cliente nella trattativa.

Affidamento dei figli

Svolgiamo indagini per documentare le condizioni in cui l’altro genitore tiene i figli: frequentazioni, orari, luoghi, persone presenti, stile di vita. Il rapporto investigativo fornisce al giudice elementi oggettivi per le decisioni sull’affidamento e sul collocamento, in un procedimento che altrimenti si basa sulle dichiarazioni contrapposte dei genitori.

Revisione dell’assegno di mantenimento

Svolgiamo indagini sull’ex coniuge che dichiara redditi inferiori a quelli reali o una convivenza mai formalizzata: attività lavorativa non dichiarata, nuova convivenza stabile, tenore di vita incompatibile con quanto dichiarato. Le prove servono all’avvocato per la richiesta di revisione o revoca dell’assegno (art. 9 L. 898/1970) e, nel caso dei figli maggiorenni, per documentare l’indipendenza economica raggiunta.

Tutela dei figli minori

Svolgiamo, su incarico del genitore, il controllo di figli minori: frequentazioni, luoghi, uso di sostanze, contatti con adulti sconosciuti, assenze da scuola. L’attività si svolge in luoghi pubblici e viene impostata nel colloquio con il responsabile, perché l’obiettivo è dare al genitore gli elementi per intervenire, non costruire un fascicolo.

Familiari fragili e convivenze

Svolgiamo indagini a tutela di genitori anziani o familiari non autonomi, per verificare il comportamento di badanti, conviventi o terzi che hanno accesso alla persona e al suo patrimonio, e indagini preliminari su nuove convivenze del familiare quando vi siano dubbi sulle intenzioni della controparte.

Come si svolge l’indagine familiare

L’attività è svolta da investigatori dipendenti dell’Agenzia Investigativa delle Alpi, registrati ex art. 134 T.U.L.P.S., con monitoraggio visivo statico (appostamento) e dinamico (pedinamento) in luoghi pubblici e aperti al pubblico, anche con strumentazione di localizzazione satellitare GPS nei casi previsti e autorizzati dal D.M. 269/2010, e con ricerche su fonti aperte (OSINT) per ricostruire frequentazioni, attività e collegamenti.

Le indagini familiari richiedono quasi sempre più giornate: un singolo incontro documenta un episodio, la ripetizione documenta una relazione. Il numero di giornate, le fasce orarie e gli strumenti vengono definiti nel colloquio con il responsabile in base a quanto il cliente già sa. Al termine viene fornito il rapporto investigativo con cronologia, foto e video, strutturato per l’uso in giudizio, eventualmente integrato dalla testimonianza degli investigatori che hanno svolto l’attività (chiamata a testi).

Cosa è lecito e cosa no nelle indagini familiari

LecitoVietato
Osservare, pedinare, fotografare e filmare il coniuge in luoghi pubblici e aperti al pubblicoRiprendere all’interno dell’abitazione o di luoghi privati altrui
Localizzazione GPS nei casi previsti e autorizzati dal D.M. 269/2010Installare software spia sul telefono del partner
Ricerche su fonti aperte e profili social pubbliciAccedere a email, chat, account o profili privati del partner
Documentare la nuova convivenza dell’ex coniugeIntercettare telefonate o messaggi
Controllare un figlio minore su incarico del genitoreAcquisire dati bancari o sanitari di terzi

Controllare il telefono del partner, anche se il sospetto è fondato, è reato (artt. 615 bis, 615 ter e 617 c.p.) e le informazioni ottenute non sono utilizzabili. L’investigatore autorizzato raccoglie le stesse informazioni in modo lecito: osservando dove va la persona e con chi, non leggendo cosa scrive.

Quanto costa un’indagine familiare a Torino

Il costo si calcola a ore. L’Agenzia Investigativa delle Alpi applica il tariffario orario depositato presso la Prefettura di Torino, con una tariffa media di 68,00 euro l’ora, oltre al rimborso chilometrico di 1,40 euro al km per investigatore e all’eventuale strumentazione GPS, IVA esclusa.

Il preventivo viene redatto dopo il colloquio con il responsabile, perché il costo dipende dalle giornate e dalle fasce orarie necessarie. Nel colloquio spesso emergono soluzioni che riducono le ore: un sospetto preciso su un giorno e un luogo costa meno di un’osservazione a tappeto.

Perché l’Agenzia Investigativa delle Alpi a Torino

  • Autorizzazione della Prefettura di Torino ex art. 134 T.U.L.P.S., attiva dal 1992 (34 anni).
  • Sede storica a Torino, in Via Ventimiglia 76, dove il colloquio si svolge in un ufficio riservato.
  • Investigatori dipendenti, non collaboratori occasionali: possono testimoniare in giudizio su quanto hanno documentato.
  • Responsabili preposti alla direzione di un Istituto di Investigazioni, come previsto dalla Legge, con esperienza minima decennale.
  • Dottori in legge in sede, per impostare l’indagine in modo coerente con la strategia dell’avvocato di famiglia.
  • Riservatezza: il colloquio e l’incarico sono coperti dal segreto professionale per legge; nessuna comunicazione viene inviata a recapiti non indicati dal cliente.

Richiesta di colloquio riservato

Un responsabile dell’Agenzia Investigativa delle Alpi La richiama nel giorno e nell’orario indicati, con il vincolo del segreto professionale previsto dalla Legge. Nel primo colloquio non servono dati sensibili, solo gli elementi utili a comprendere l’attività da svolgere. In alternativa può chiamare il numero indicato in questa pagina o fissare un incontro in una delle due sedi di Torino.

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FAQ

È legale far seguire il coniuge?

Sì. Il coniuge può incaricare un istituto autorizzato ex art. 134 T.U.L.P.S. di documentare il comportamento dell’altro in luoghi pubblici e aperti al pubblico, per tutelare un proprio diritto in sede di separazione o divorzio. Non è lecito riprendere in luoghi privati né accedere a telefono e account.

Un investigatore privato può controllare il telefono del partner?

No. L’accesso al telefono, alle chat o agli account di un’altra persona è reato anche tra coniugi e le informazioni ottenute non sono utilizzabili. L’investigatore documenta la condotta osservando la persona, non leggendo le sue comunicazioni.

Le foto dell’investigatore valgono per la separazione con addebito?

Sì. Il rapporto investigativo con foto e video datati, scattati in luoghi pubblici da un istituto autorizzato, è prova documentale nel giudizio di separazione e può essere confermato dalla testimonianza degli investigatori. L’addebito richiede che l’infedeltà sia stata causa della crisi coniugale: la valutazione spetta all’avvocato.

Come si dimostra un tradimento in tribunale?

Con la documentazione ripetuta di incontri, frequentazioni e pernottamenti in più giornate, raccolta da un istituto autorizzato in luoghi pubblici e organizzata nel rapporto investigativo. Un singolo episodio di norma non basta; la ripetizione nel tempo sì.

Si può far controllare l’ex coniuge per ridurre il mantenimento?

Sì. Si documentano l’attività lavorativa non dichiarata, la nuova convivenza stabile o il tenore di vita incompatibile con i redditi dichiarati. Le prove servono all’avvocato per la richiesta di revisione o revoca dell’assegno.

Un genitore può far controllare un figlio minore?

Sì. Il genitore, nell’esercizio della responsabilità genitoriale, può incaricare un istituto autorizzato di verificare frequentazioni e comportamenti del figlio minore in luoghi pubblici. L’attività viene impostata nel colloquio con il responsabile in base all’età e alla situazione.

La persona controllata può scoprire di essere seguita?

L’attività è svolta da investigatori dipendenti con tecniche e mezzi che riducono al minimo questo rischio, e viene interrotta se la situazione lo richiede. Nel colloquio con il responsabile si valutano abitudini e contesto della persona per impostare l’osservazione nel modo più sicuro.

Il coniuge può sapere che ho incaricato un investigatore?

Non dall’agenzia: colloquio, mandato e rapporto sono coperti dal segreto professionale e le comunicazioni avvengono solo ai recapiti indicati dal cliente. Il rapporto investigativo diventa noto alla controparte solo quando il cliente e il suo avvocato decidono di depositarlo in giudizio.