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Recupero Forense di Dati Cancellati: Cos’è, Come Funziona e Quando È Lecito

Il recupero forense di dati cancellati permette di ripristinare e analizzare file, messaggi e log eliminati da un dispositivo, preservandone l'integrità a fini probatori. Agenzia Investigativa delle Alpi, autorizzata ex art. 134 T.U.L.P.S. e attiva dal 1992, effettua attività di digital forensics e recupero dati.

Il recupero forense di dati cancellati è l’insieme delle procedure tecniche con cui si ripristinano e si analizzano file, documenti, messaggi e log eliminati o resi inaccessibili su un dispositivo informatico, preservandone l’integrità a fini probatori.

A differenza di un semplice ripristino, l’approccio forense garantisce che il dato recuperato sia documentato e utilizzabile in sede giudiziale. In questa pagina vediamo cosa significa recuperare dati in modo forense, fino a che profondità è possibile farlo, su quali dispositivi e, soprattutto, quando l’intervento è lecito.

Cos’è il recupero forense di dati cancellati:

Il recupero forense di dati cancellati consiste nel ripristino di informazioni eliminate da un dispositivo, condotto con metodologie che ne preservano l’integrità e la riconducibilità alla fonte. L’attività non riguarda soltanto i file (documenti, foto, video, messaggi), ma anche i log di sistema, i metadati e le tracce di utilizzo, spesso decisivi per ricostruire cosa è accaduto su un dispositivo e quando.

La differenza rispetto a un recupero “ordinario” sta nel metodo: il dato non viene semplicemente riportato in vita, ma acquisito in modo da poterne dimostrare l’autenticità e l’assenza di alterazioni, requisito indispensabile perché possa avere valore in un procedimento.

Profondità del recupero e procedure professionali:

Quando un file viene cancellato, nella maggior parte dei casi non viene rimosso fisicamente dal supporto: lo spazio che occupava viene semplicemente segnato come riutilizzabile. Finché non viene sovrascritto, il contenuto può essere recuperato. La concreta recuperabilità dipende quindi da diversi fattori: il tempo trascorso, il livello di sovrascrittura e il tipo di supporto.

Le procedure professionali seguono una sequenza rigorosa:

  • Copia forense del supporto: si lavora su una duplicazione integrale del dispositivo, mai sull’originale, per non alterare i dati.
  • Analisi sulla copia: il recupero e l’esame avvengono esclusivamente sulla copia, preservando il dispositivo di partenza.
  • Documentazione e cristallizzazione: ogni fase viene tracciata e il materiale rilevante viene fissato in modo da garantirne integrità e opponibilità.

Dispositivi supportati:

Il recupero forense può essere eseguito su tutti i principali supporti informatici:

  • Pc fissi e portatili
  • Smartphone e tablet, sia Android sia Apple
  • Hard disk e unità SSD
  • Pen drive USB e schede di memoria
  • Altri supporti di archiviazione digitale

Aspetti legali: su quali dispositivi è lecito intervenire:

La liceità del recupero dati dipende dalla titolarità del dispositivo. È un punto da chiarire sempre prima di qualsiasi attività.

  • Dispositivi propri: sui dispositivi di cui si è titolari è possibile intervenire liberamente per recuperare i propri dati.
  • Dispositivi aziendali: sui dispositivi aziendali assegnati al lavoratore il datore di lavoro può disporre verifiche, ma nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa giuslavoristica e sulla protezione dei dati personali (in particolare l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, Legge 300/1970, e il Regolamento UE 2016/679).
  • Dispositivi di terzi: sui dispositivi appartenenti ad altri non è lecito intervenire senza l’autorizzazione del titolare. In assenza di consenso, l’accesso può configurare il reato di accesso abusivo a sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.) e un trattamento illecito di dati.

A cosa serve: finalità in ambito aziendale e privato:

Il recupero forense di dati cancellati risponde a esigenze diverse a seconda del contesto.

Ambito aziendale:

In azienda è uno strumento di tutela del patrimonio informativo: consente di recuperare documenti e comunicazioni eliminati, far emergere la sottrazione di dati o di file riservati, accertare condotte di concorrenza sleale o infedeltà del dipendente sui dispositivi assegnati, sempre nei limiti di legge.

Ambito privato:

Per i privati il recupero forense permette di ripristinare file, foto, messaggi e documenti eliminati dai propri dispositivi, anche a supporto di vicende familiari, purché l’attività riguardi supporti propri o per i quali si disponga del consenso del titolare.

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Come Agenzia Investigativa delle Alpi può aiutarti con il recupero forense di dati cancellati:

Agenzia Investigativa delle Alpi (ALPI) effettua attività di digital forensics e recupero dati da dispositivi informatici, avvalendosi di tecnici dedicati e di procedure che lavorano sempre su copia forense per non alterare il supporto originale. L’attività può riguardare pc, smartphone, hard disk, unità SSD e supporti rimovibili, con recupero di file, log e metadati utili a ricostruire l’attività svolta sul dispositivo.

Agenzia delle Alpi opera in questo ambito con titolo e competenza: è autorizzata ex art. 134 T.U.L.P.S. (R.D. 18 giugno 1931, n. 773) dalla Prefettura di Torino, è attiva dal 1992 ed è operativa da Torino su tutto il Piemonte e l’intero territorio nazionale. La presenza di un dottore in legge in sede garantisce la verifica preliminare della liceità dell’intervento e il rispetto della normativa sulla protezione dei dati.

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