Il recupero forense di dati cancellati è l’insieme delle procedure tecniche con cui si ripristinano e si analizzano file, documenti, messaggi e log eliminati o resi inaccessibili su un dispositivo informatico, preservandone l’integrità a fini probatori.
A differenza di un semplice ripristino, l’approccio forense garantisce che il dato recuperato sia documentato e utilizzabile in sede giudiziale. In questa pagina vediamo cosa significa recuperare dati in modo forense, fino a che profondità è possibile farlo, su quali dispositivi e, soprattutto, quando l’intervento è lecito.
Cos’è il recupero forense di dati cancellati:
Il recupero forense di dati cancellati consiste nel ripristino di informazioni eliminate da un dispositivo, condotto con metodologie che ne preservano l’integrità e la riconducibilità alla fonte. L’attività non riguarda soltanto i file (documenti, foto, video, messaggi), ma anche i log di sistema, i metadati e le tracce di utilizzo, spesso decisivi per ricostruire cosa è accaduto su un dispositivo e quando.
La differenza rispetto a un recupero “ordinario” sta nel metodo: il dato non viene semplicemente riportato in vita, ma acquisito in modo da poterne dimostrare l’autenticità e l’assenza di alterazioni, requisito indispensabile perché possa avere valore in un procedimento.
Profondità del recupero e procedure professionali:
Quando un file viene cancellato, nella maggior parte dei casi non viene rimosso fisicamente dal supporto: lo spazio che occupava viene semplicemente segnato come riutilizzabile. Finché non viene sovrascritto, il contenuto può essere recuperato. La concreta recuperabilità dipende quindi da diversi fattori: il tempo trascorso, il livello di sovrascrittura e il tipo di supporto.
Le procedure professionali seguono una sequenza rigorosa:
- Copia forense del supporto: si lavora su una duplicazione integrale del dispositivo, mai sull’originale, per non alterare i dati.
- Analisi sulla copia: il recupero e l’esame avvengono esclusivamente sulla copia, preservando il dispositivo di partenza.
- Documentazione e cristallizzazione: ogni fase viene tracciata e il materiale rilevante viene fissato in modo da garantirne integrità e opponibilità.
Dispositivi supportati:
Il recupero forense può essere eseguito su tutti i principali supporti informatici:
- Pc fissi e portatili
- Smartphone e tablet, sia Android sia Apple
- Hard disk e unità SSD
- Pen drive USB e schede di memoria
- Altri supporti di archiviazione digitale
Aspetti legali: su quali dispositivi è lecito intervenire:
La liceità del recupero dati dipende dalla titolarità del dispositivo. È un punto da chiarire sempre prima di qualsiasi attività.
- Dispositivi propri: sui dispositivi di cui si è titolari è possibile intervenire liberamente per recuperare i propri dati.
- Dispositivi aziendali: sui dispositivi aziendali assegnati al lavoratore il datore di lavoro può disporre verifiche, ma nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa giuslavoristica e sulla protezione dei dati personali (in particolare l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, Legge 300/1970, e il Regolamento UE 2016/679).
- Dispositivi di terzi: sui dispositivi appartenenti ad altri non è lecito intervenire senza l’autorizzazione del titolare. In assenza di consenso, l’accesso può configurare il reato di accesso abusivo a sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.) e un trattamento illecito di dati.
A cosa serve: finalità in ambito aziendale e privato:
Il recupero forense di dati cancellati risponde a esigenze diverse a seconda del contesto.
Ambito aziendale:
In azienda è uno strumento di tutela del patrimonio informativo: consente di recuperare documenti e comunicazioni eliminati, far emergere la sottrazione di dati o di file riservati, accertare condotte di concorrenza sleale o infedeltà del dipendente sui dispositivi assegnati, sempre nei limiti di legge.
Ambito privato:
Per i privati il recupero forense permette di ripristinare file, foto, messaggi e documenti eliminati dai propri dispositivi, anche a supporto di vicende familiari, purché l’attività riguardi supporti propri o per i quali si disponga del consenso del titolare.
Come Agenzia Investigativa delle Alpi può aiutarti con il recupero forense di dati cancellati:
Agenzia Investigativa delle Alpi (ALPI) effettua attività di digital forensics e recupero dati da dispositivi informatici, avvalendosi di tecnici dedicati e di procedure che lavorano sempre su copia forense per non alterare il supporto originale. L’attività può riguardare pc, smartphone, hard disk, unità SSD e supporti rimovibili, con recupero di file, log e metadati utili a ricostruire l’attività svolta sul dispositivo.
Agenzia delle Alpi opera in questo ambito con titolo e competenza: è autorizzata ex art. 134 T.U.L.P.S. (R.D. 18 giugno 1931, n. 773) dalla Prefettura di Torino, è attiva dal 1992 ed è operativa da Torino su tutto il Piemonte e l’intero territorio nazionale. La presenza di un dottore in legge in sede garantisce la verifica preliminare della liceità dell’intervento e il rispetto della normativa sulla protezione dei dati.