Un investigatore privato a Torino è un professionista autorizzato dalla Prefettura ex art. 134 T.U.L.P.S. che raccoglie informazioni e prove per tutelare un diritto, in sede giudiziaria o stragiudiziale. L’Agenzia Investigativa delle Alpi opera a Torino dal 1992 e svolge indagini private e familiari (infedeltà, separazione, tutela dei minori), indagini aziendali e per il diritto del lavoro (dipendenti infedeli, assenteismo, abuso della Legge 104) e investigazioni informatiche (cristallizzazione, OSINT, digital forensics), con documentazione opponibile in giudizio. L’attività non comprende intercettazioni telefoniche, accesso ai tabulati o lettura di WhatsApp ed email altrui, riservate all’autorità giudiziaria.
Scegliere un investigatore privato a Torino significa affidarsi a un’agenzia che conosca il territorio, operi nel rispetto della legge e produca prove realmente utilizzabili. In questa guida trovi cosa fa un investigatore privato, quali servizi offre la nostra agenzia in città e in tutto il Piemonte, cosa la legge gli consente e gli vieta, quale valore hanno le prove raccolte in tribunale e quanto costa un’indagine.
Chi è e cosa fa un investigatore privato a Torino
L’investigatore privato è un professionista la cui attività è riservata agli istituti autorizzati dalla Prefettura ai sensi dell’art. 134 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S., R.D. 773/1931) e disciplinata dal D.M. 269/2010. La licenza prefettizia richiede requisiti rigorosi di onorabilità e professionalità e abilita a raccogliere informazioni e prove a tutela di un diritto.
L’Agenzia Investigativa delle Alpi ha sede a Torino, in Via Ventimiglia 76, e opera dal 1992. Svolgiamo indagini su Torino e provincia, in tutto il Piemonte e sull’intero territorio nazionale, con investigatori dipendenti dell’agenzia e con strumenti investigativi che vanno dal pedinamento all’osservazione, dalle indagini OSINT e SOCMINT su fonti aperte agli strumenti di intelligence, anche con strumentazione di localizzazione satellitare GPS. Per conoscere la nostra storia è disponibile la pagina chi siamo.
I servizi di un’agenzia investigativa a Torino
L’attività investigativa si articola in tre grandi aree (indagini in ambito privato/familiare, indagini in ambito aziendale e indagini in ambito informatico), ciascuna con le proprie specializzazioni.
Investigazioni private e familiari
Riguardano la sfera personale e matrimoniale. Svolgiamo indagini per infedeltà coniugale e per tradimento, indagini per separazione e divorzio, per la tutela dei figli minori, per la ridiscussione dell’assegno di mantenimento, oltre alle indagini per truffa sentimentale e per successione e asse ereditario.
Investigazioni aziendali e per il diritto del lavoro
Tutelano l’impresa e il patrimonio aziendale. Comprendono le indagini su dipendenti e collaboratori infedeli, l’accertamento della falsa malattia e dell’assenteismo, le indagini sull’abuso della Legge 104, sul furto in azienda, sulla concorrenza sleale e sulla tutela di marchi e brevetti. Questi accertamenti forniscono spesso la base probatoria per un licenziamento per giusta causa o per un’azione a tutela dell’azienda.
Investigazioni informatiche e digital forensics
Rispondono alle esigenze dell’epoca digitale. Eseguiamo la cristallizzazione di chat e pagine web, le indagini OSINT e SOCMINT, il supporto di digital forensics e le bonifiche ambientali da microspie (TSCM). È bene chiarire la terminologia: l’agenzia esegue la cristallizzazione dei contenuti digitali, cioè l’acquisizione formale che ne attesta integrità e data; la perizia informatica forense in senso tecnico è invece riservata ai consulenti nominati nei procedimenti giudiziari.
Cosa può e cosa non può fare un investigatore privato
Le facoltà dell’investigatore sono definite dalla legge: superiori a quelle di un comune cittadino in alcuni ambiti, ma con confini invalicabili. La tabella riepiloga i punti principali; per il quadro completo rimandiamo alla guida su cosa può fare l’investigatore privato.
| L’investigatore privato PUÒ | L’investigatore privato NON PUÒ |
| Pedinare e osservare persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico | Intercettare telefonate o conversazioni |
| Scattare foto e registrare video in spazi aperti al pubblico | Accedere ai tabulati telefonici |
| Svolgere indagini OSINT su fonti aperte e analizzare profili social pubblici (SOCMINT) | Leggere WhatsApp, email o messaggi privati senza autorizzazione |
| Installare un GPS su veicoli di proprietà o nella disponibilità del committente | Entrare in un domicilio o in proprietà privata senza consenso del titolare |
| Cristallizzare contenuti digitali di cui il cliente è legittimo titolare | Installare microspie o telecamere in luoghi privati |
| Effettuare bonifiche elettroniche ambientali (TSCM) | Hackerare dispositivi, account o profili social |
| Verificare la solvibilità patrimoniale di persone e aziende | Accedere a conti correnti o a banche dati riservate alle forze dell’ordine |
| Raccogliere prove documentali e testimoniare in giudizio sui fatti accertati | Effettuare arresti, perquisizioni o interrogatori |
Le prove raccolte sono valide in tribunale?
Sì. La documentazione raccolta da investigatori autorizzati e riepilogata nel rapporto investigativo — fotografie e video realizzati in luoghi aperti al pubblico, annotazioni degli spostamenti, riscontri da fonti aperte — è opponibile nei procedimenti civili, e l’investigatore può essere chiamato a testimoniare in giudizio sui fatti che ha personalmente accertato. Al contrario, le prove ottenute violando il domicilio, con microspie in luoghi privati o accedendo senza autorizzazione a dispositivi e account altrui non solo sono inutilizzabili, ma costituiscono reato. La differenza tra una prova solida e una prova nulla sta proprio nel metodo con cui viene acquisita.
È legale rivolgersi a un investigatore privato?
Sì, è pienamente lecito quando esiste un interesse giuridicamente rilevante da tutelare: dalla verifica di un’infedeltà in vista di una separazione, all’accertamento di un comportamento di un dipendente, alla tutela di un credito o di un marchio. L’incarico si formalizza con un mandato investigativo scritto e con l’informativa privacy, che individuano il diritto da tutelare e legittimano il trattamento dei dati ai sensi del GDPR. Prima di affidare un incarico è opportuno verificare la licenza prefettizia ex art. 134 T.U.L.P.S. in corso di validità, l’iscrizione al Registro delle Imprese con codice ATECO 80.30.00 e la presenza di una polizza assicurativa professionale.
Come si svolge un’indagine: le fasi
Ogni incarico segue un percorso definito, dall’ascolto alla prova documentale.
- Colloquio con il responsabile. Il primo contatto serve a inquadrare la situazione, gli elementi disponibili e l’obiettivo da raggiungere, in piena riservatezza.
- Mandato investigativo e informativa privacy. L’incarico viene formalizzato per iscritto, individuando il diritto da tutelare, l’ambito dell’attività e il preventivo concordato.
- Attività investigativa. Gli investigatori dipendenti dell’agenzia svolgono pedinamento e osservazione, indagini OSINT e SOCMINT e, dove utile, localizzazione satellitare GPS, documentando con foto e video.
- Rapporto investigativo. Al termine viene fornito il rapporto investigativo, completo della documentazione raccolta e opponibile in giudizio, con disponibilità dell’investigatore a testimoniare sui fatti accertati.
Investigatore privato a Torino per tradimenti e infedeltà
Le indagini per infedeltà coniugale restano tra le richieste più frequenti. Va chiarito un punto spesso frainteso: il tradimento, in sé, non è un reato in Italia. L’adulterio era punito dagli articoli 559 e 560 del codice penale, dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 126 del 1968 e n. 147 del 1969. Resta però una violazione dell’obbligo di fedeltà previsto dall’art. 143 del codice civile, con conseguenze civili rilevanti: l’infedeltà provata può comportare l’addebito della separazione al coniuge responsabile, con la perdita del diritto al mantenimento e dei diritti successori.
Proprio per questo conta il modo in cui si raccolgono gli elementi. Un sospetto non è una prova, e tentare di entrare nel telefono o negli account del partner è un reato che rende inutilizzabile qualsiasi cosa si trovi. L’approccio corretto è documentare i fatti tramite un’agenzia autorizzata e, dove il cliente è titolare o partecipe di una conversazione, ricorrere alla cristallizzazione dei contenuti. Gli approfondimenti dedicati sono nelle pagine sulle indagini per infedeltà coniugale e sull’indagine per tradimento.
Perché scegliere l’Agenzia Investigativa delle Alpi a Torino
Operiamo dal 1992 con autorizzazione del Ministero dell’Interno rilasciata tramite la Prefettura di Torino ai sensi dell’art. 134 T.U.L.P.S. L’agenzia è associata a Federpol e alla W.A.D. (World Association of Detectives) e collabora con l’Unione Industriali di Torino. La nostra attività è stata oggetto di approfondimenti sulla stampa nazionale, tra cui La Stampa e La Repubblica, come documentato nella rassegna stampa. Le indagini sono condotte da investigatori dipendenti dell’agenzia, con prove valide in tribunale, su Torino e provincia, in tutto il Piemonte e sull’intero territorio nazionale.
Investigatore Privato Torino le domande frequenti
Raccoglie informazioni e prove per tutelare un diritto, in sede giudiziaria o stragiudiziale: indagini private e familiari (infedeltà, separazione, tutela dei minori), aziendali e per il lavoro (dipendenti infedeli, assenteismo, abuso della Legge 104, concorrenza sleale) e informatiche (cristallizzazione, OSINT, digital forensics), con un rapporto investigativo opponibile in giudizio.
Sì. È lecito incaricare un’agenzia autorizzata ex art. 134 T.U.L.P.S. quando esiste un interesse giuridicamente rilevante da tutelare. L’incarico si formalizza con un mandato scritto e l’informativa privacy ai sensi del GDPR.
Sì. La relazione investigativa con foto, video e annotazioni raccolte in luoghi aperti al pubblico è utilizzabile nei procedimenti civili e l’investigatore può testimoniare. Non sono utilizzabili, ed espongono a responsabilità penale, le prove ottenute violando il domicilio o accedendo abusivamente a dispositivi e account altrui.
Verificando la licenza prefettizia ex art. 134 T.U.L.P.S. in corso di validità, l’iscrizione al Registro delle Imprese con codice ATECO 80.30.00, la polizza assicurativa professionale e un mandato investigativo scritto con preventivo trasparente. Meglio diffidare di chi non ha sede legale o promette attività vietate.
No. L’accesso non autorizzato all’account altrui è reato (art. 615-ter c.p.). È invece lecita la cristallizzazione delle conversazioni di cui il cliente è titolare o partecipe diretto.
La sede è a Torino, in Via Ventimiglia 76, ma l’operatività copre Torino e provincia, tutto il Piemonte e l’intero territorio nazionale.
Dipende dal tipo di indagine: un’indagine privata può concentrarsi in pochi giorni mirati, mentre attività aziendali o complesse possono estendersi per più settimane. La pianificazione si concorda in fase di mandato.
No. L’adulterio non è più reato dal 1968-1969 (sentenze della Corte costituzionale n. 126/1968 e n. 147/1969). Resta una violazione dell’obbligo di fedeltà (art. 143 c.c.) e, se provato, può comportare l’addebito della separazione con perdita del mantenimento e dei diritti successori.


