Se tuo marito ti tradisce, la legge non ti dà denaro in automatico: il tradimento non è reato e non produce da solo un risarcimento o un assegno. Lo strumento è la separazione giudiziale con addebito: se il giudice lo riconosce, il marito perde il diritto al mantenimento ed è escluso dai diritti successori, mentre tu conservi i tuoi. L’addebito però non è automatico: va provato che l’infedeltà ha causato la rottura, con prove raccolte in modo lecito.
L’Agenzia Investigativa delle Alpi, autorizzata dalla Prefettura di Torino ex art. 134 T.U.L.P.S., svolge dal 1992 indagini per infedeltà coniugale con prove valide in giudizio.
Cosa succede se mio marito mi tradisce: in breve
- Il tradimento non è reato: la strada è civile.
- Il rischio per il marito è la separazione con addebito.
- Con l’addebito perde mantenimento e diritti successori; la moglie conserva i propri.
- Il risarcimento autonomo c’è solo se lesi diritti fondamentali.
- L’addebito richiede che il tradimento sia causa della rottura.
- L’amante di norma non risponde verso la moglie tradita.
- Servono prove lecite: niente telefono, email o social del marito.
Cosa rischia il marito che tradisce
Il marito che tradisce rischia la separazione con addebito. La fedeltà è un dovere giuridico che l’art. 143 c.c. fa derivare dal matrimonio. In una separazione giudiziale la moglie può chiedere al giudice di dichiarare che la fine del matrimonio è imputabile al marito per averlo violato.
Se l’addebito viene riconosciuto, il marito può perdere il diritto all’assegno di mantenimento, essere escluso dai diritti successori e, nei casi più gravi, essere condannato al risarcimento del danno.
Il punto decisivo è che il tradimento non porta automaticamente all’addebito. La giurisprudenza richiede che l’infedeltà sia stata la causa della rottura del matrimonio e non l’effetto di una crisi già in atto. Per questo il modo in cui le prove vengono raccolte fa la differenza. La guida completa è nell’articolo sulla separazione con addebito.
Cosa spetta alla moglie tradita
Alla moglie tradita non spetta nulla in automatico: non è il tradimento subìto a far ottenere denaro, ma l’addebito ottenuto a carico del marito. È lui, in quel caso, a perdere mantenimento e diritti successori, mentre la moglie conserva i propri. Un risarcimento del danno autonomo è possibile solo quando la condotta ha leso diritti fondamentali della persona: dignità, salute, onore.
Quanto all’amante, di norma non risponde verso il coniuge tradito: il dovere di fedeltà lega i coniugi tra loro, non i terzi. Solo in casi particolari, quando la condotta del terzo lede in modo autonomo un diritto della persona, si può ipotizzare una responsabilità.
| Convinzione diffusa | Cosa prevede la legge |
| Il tradimento si denuncia | No: non è reato, lo strumento è civile (addebito) |
| Il tradimento dà diritto a un risarcimento | No: solo se lesi diritti fondamentali della persona |
| Il tradimento provato porta sempre all’addebito | No: deve essere la causa della rottura, non l’effetto |
| L’amante può essere chiamato a rispondere | Di norma no: il dovere di fedeltà lega solo i coniugi |
| I messaggi trovati sul telefono sono prove | No: inutilizzabili e l’accesso può essere reato |
La tabella corregge le convinzioni più frequenti di chi chiede cosa le spetti dopo un tradimento.
Cosa devo fare se mio marito mi tradisce
Il primo passo è non agire d’impulso: un confronto basato su un sospetto e non su elementi concreti si conclude di solito con una negazione e ti mette in svantaggio. Appoggiati a una persona di fiducia; l’approfondimento su come reagire e sul confronto è nell’articolo di origine.
Non procurarti prove in modo illecito: accedere al telefono, alle email o ai social del marito, anche conoscendo la password, può configurare l’accesso abusivo a sistema informatico e la violazione della corrispondenza, e rende inutilizzabile quanto trovato. Non distruggere documenti o messaggi che potrebbero servire. Evita la vendetta sull’amante: messaggi minatori o insulti sui social ti rendono denunciabile.
Se ti serve una certezza, affidati a chi può ottenerla legalmente. Valuta figli, casa e situazione economica a mente fredda, con un avvocato, e informati sui tuoi diritti prima di decidere.
Come svolgiamo l’indagine per infedeltà coniugale
L’Agenzia Investigativa delle Alpi svolge indagini per infedeltà coniugale con investigatori dipendenti dell’agenzia, mediante osservazione e pedinamento in luoghi pubblici o aperti al pubblico, anche con strumentazione di localizzazione satellitare GPS, e con attività OSINT e SOCMINT sulle fonti aperte. L’attività si svolge nel rispetto della normativa sulla privacy e dei limiti dell’autorizzazione prefettizia.
I contenuti digitali pubblici rilevanti vengono cristallizzati con integrità e data certa. L’investigatore non intercetta, non accede a tabulati né ad account privati: è questo confine a rendere valide le prove. Durata media [N giornate] (dato interno), fascia di costo [fascia di costo in euro] (dato interno), secondo il tariffario depositato in Prefettura.
Al termine viene fornito il rapporto investigativo, firmato dal titolare di licenza prefettizia, con documentazione fotografica e video e ricostruzione cronologica dei fatti, utilizzabile in giudizio dal legale del cliente.
Domande frequenti
Non per il tradimento in sé. Il mantenimento segue le regole della separazione; ciò che il tradimento può produrre, tramite l’addebito, è la perdita del diritto al mantenimento da parte del marito, mentre la moglie conserva i propri diritti. Senza addebito riconosciuto, il tradimento non modifica la posizione economica.
No. Il tradimento non è reato e non esiste una denuncia penale per l’adulterio. Lo strumento è la richiesta di addebito nella separazione giudiziale: serve documentare l’infedeltà con prove valide e rivolgersi a un avvocato.
Non inseguire la confessione: le ammissioni spontanee sono rare e possono essere ritrattate. Gli elementi oggettivi raccolti lecitamente, come il rapporto investigativo di un’agenzia autorizzata, sono sempre più solidi di un’ammissione a parole e sono quelli che contano in una causa di separazione.
No. Accedere di nascosto a telefono, email, social o computer del coniuge, anche conoscendo la password, può costituire reato e rende inutilizzabile qualsiasi prova trovata. È anche il modo più rapido per essere scoperta e perdere ogni vantaggio.
Sono valide le prove raccolte lecitamente: rapporti investigativi di agenzie autorizzate, foto e filmati in luoghi pubblici, dati OSINT e SOCMINT da fonti aperte, cristallizzazioni di contenuti pubblici, localizzazioni GPS nei limiti del D.M. 269/2010. Non valgono le prove ottenute violando telefono o account del marito.
Agenzia Investigativa delle Alpi: indagini per infedeltà coniugale dal 1992
L’Agenzia Investigativa delle Alpi opera dal 1992 con autorizzazione della Prefettura di Torino ai sensi dell’art. 134 del T.U.L.P.S. (Prot. N. 119204/wa/area 1/ter del 17/07/2025), con sede a Torino in Via Ventimiglia 76 e copertura su Piemonte, territorio nazionale ed estero.
Il primo passo è un colloquio riservato con il responsabile, in sede a Torino o in videoconferenza, gratuito e non vincolante: chiama il numero indicato in questa pagina.
Approfondimenti correlati:
- Mio marito mi tradisce – la guida completa: segnali, motivi, come reagire
- Separazione con addebito – presupposti e conseguenze dell’addebito
- Chi paga le spese della separazione con addebito – avvocati, spese di lite e indagini
- Cosa fare se scopro che mia moglie mi tradisce – i sei passi e gli errori da evitare
- Come scoprire un tradimento – le indagini per infedeltà coniugale
- Il pedinamento – come si svolge l’osservazione in luoghi pubblici


