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Abbandono del tetto coniugale

abbandono del tetto coniugale

Abbandono del tetto coniugale: quali sono i rischi.

L’abbandono del tetto coniugale incide sull’equilibrio della vita familiare e matrimoniale. Tale circostanza si manifesta quando uno dei coniugi lascia la residenza famigliare senza un giustificato motivo.

L’evoluzione dell’abbandono del tetto coniugale

Fino al 1975 l’abbandono del tetto coniugale era un reato. La riforma del diritto di famiglia, legge n.151 del 19 maggio 1975, ha depenalizzato tale fattispecie. Tale condotta integra un illecito civile e può rappresentare la “colpa” della fine del matrimonio portando, tra l’altro, all’addebito nella separazione. L’addebito nella separazione può portare alla perdita del diritto all’assegno di mantenimento oltre ai diritti ereditari. Infatti, l’allontanamento ingiustificato, con disinteresse del coniuge e dei figli può integrare una violazione degli obblighi di assistenza famigliare. Ai sensi dell’articolo 143 del Codice Civile dal matrimonio derivano gli obblighi di fedeltà, assistenza morale e materiale. Pertanto allontanarsi dalla casa coniugale, con l’intenzione di non farvi ritorno, interrompe la coabitazione, aspetto fondamentale della vita coniugale.

Cosa si intende?

Lasciare l’abitazione coniugale, con l’intenzione di non farvi ritorno, rappresenta (come sopra detto) una violazione in quanto interrompe la coabitazione. Ma tutti gli allontanamenti costituiscono abbandono? No. L’abbandono del tetto coniugale non si concretizza qualora l’assenza sia giustificata da validi motivi come ad esempio: esigenze lavorative, allontanamento a seguito di un litigio, sempre però con l’intenzione di tornare.

Quali sono le conseguenze?

Nel contesto della separazione e del divorzio, l’abbandono del tetto coniugale, può rappresentare un motivo di addebito nella separazione. Tale comportamento deve però essere la causa diretta della rottura del rapporto matrimoniale. Anche la Suprema Corte si è espressa in merito e chiarisce la necessità di un evidente nesso causale tra l’abbandono del tetto coniugale e la disgregazione della vita comune. Pertanto l’allontanamento deve rappresentare in maniera equivoca il fattore determinate del fallimento del rapporto matrimoniale.

Quali sono gli effetti?

Uno dei principali effetti che produce tale comportamento è la perdita del diritto al mantenimento per il coniuge al quale è stato attribuito l’addebito. In secondo luogo vi è la perdita dei diritti successori. I diritti successori si estinguono con il divorzio. Di contro, in caso di addebito nella separazione, questi possono cessare già dalla separazione.

Abbandono del tetto coniugale e figli minori

Nel caso in cui vi siano figli minorenni tale fattispecie acquista una rilevanza ulteriore. Infatti, chi si allontana dalla casa coniugale lasciando i figli e non provvedendo a loro, viene meno sia agli obblighi di mantenimento in senso civile che penale. Tale circostanza, nel contesto di separazione,

L’abbandono del tetto coniugale, quando coinvolge figli minorenni, acquisisce un’ulteriore gravità. Questo avviene se il coniuge che si allontana, sta violando non solo gli obblighi civili derivanti dal matrimonio ma anche quelli penalistici. Questo comportamento può essere valutato negativamente, influenzando decisioni cruciali come l’affidamento e il diritto di visita dei minori. È anche prioritario tutelare l’interesse dei figli, mantenendo o ripristinando il rapporto con il genitore allontanatosi. Un caso diverso è quello in cui il coniuge si allontana portando con sé i figli minorenni e ciò può sfociare in reati specifici. Tra questi, la sottrazione di minore, che sanziona chi sottrae un minore di anni quattordici al genitore o a chi ne ha la custodia, ostacolando così l’altro genitore. Saranno le autorità competenti a valutare le circostanze e le intenzioni del genitore allontanatosi, per stabilire la natura legale e le conseguenze del suo comportamento.

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