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Licenziamento per Furto in Azienda

Furto in azienda e licenziamento per giusta causa: quando agire e come ottenere prove valide con un’agenzia investigativa riconosciuta per legge.
Licenziamento per Furto in Azienda

Indagini per Licenziamento per Furto in Azienda, quando rivolgersi ad un’Agenzia Investigativa.

Il Licenziamento per Furto in Azienda rientra all’interno delle Indagini per le Aziende. Il furto in azienda viola i principi di buona fede e correttezza sanciti  nel nostro ordinamento. Una simile condotta, del resto, non inficia solamente le relazioni passate e presenti ma compromette anche quelle future, non potendo più fare affidamento su chi è stato scoperto a commettere un furto in azienda. Il furto o il tentato furto in azienda può integrare una delle fattispecie per cui è possibile procedere al Licenziamento per Giusta causa del dipendente. Poco importa se gli oggetti sottratti siano o meno di modesta entità, infatti, a dispetto del valore economico, la sottrazione di beni aziendali lede il rapporto di fiducia intercorrente tra lavoratore e datore di lavoro. 


Agenzia Investigativa delle Alpi da oltre 30 anni svolge indagini per Furto in Azienda, l’attività svolta viene indicata all’interno di un rapporto investigativo, valido in sede di Giudizio. 

LICENZIAMENTO PER FURTO IN AZINDEA: COSA FARE

Il furto in azienda viola i principi di buona fede e correttezza. Qualora vi sia un sospetto di sottrazione illecita di beni aziendali posta in essere da uno o più dipendenti l’onere della prova spetta al datore di lavoro. E’ necessario pertanto che il datore di lavoro produca prove che accertino la circostanza in modo concreto e non come fatto astratto. Una simile condotta, del resto, non inficia solamente le relazioni passate e presenti ma compromette anche quelle future. Vediamo però nel dettaglio a quali conseguenze può andare incontro il dipendente infedele e come sia necessario procurarsi prove inoppugnabili di tali condotte illecite.

Furto in Azienda: il ruolo dell’Agenzia Investigativa

Tra gli obblighi intercorrenti tra il datore di lavoro e il lavoratore vi è l’obbligo di buona fede, il lavoratore è tenuto all’obbligo di fedeltà per tutta la durata del rapporto di lavoro, tale obbligo cessa con il termine del rapporto di lavoro qualora non sia stato stipulato un patto di non concorrenza. Agenzia Investigativa delle Alpi dal 1992 svolge indagini per le Aziende acquisendo dati e prove da utilizzare nelle opportune Sedi di Giudizio. Operando a 360° vengono coordinate le indagini allineandosi con l’esigenza della committenza, consapevoli che occorre dimostrare l’aspetto fraudolento del comportamento del dipendente. Con tali presupposti si dà vita alle indagini, attraverso cui si compongono rapporti investigativi producibili in sede giudiziaria.

Tenendo sempre in considerazione l’ obbiettivo che il cliente vuole ottenere viene strutturata l’attività investigativa:

  • Verifica degli spostamenti in orari concordati, tramite attività di monitoraggio visivo statico (c.d. appostamento) e dinamico (c.d. pedinamento);
  • Utilizzo di Sistemi Satellitari Gps, così come previsto e autorizzato dal D.M. 269 del 1 Dicembre 2010;
  • Al termine delle indagini viene fornito un Rapporto scritto producibile in giudizio corredato di prove fotografiche e filmati;
  • Attività di intelligence su base O.s.i.n.t. e HumInt
  • Documentazione tramite filmati e/o foto testimonianti l’eventuale relazione extraconiugale;
  • Elenco dei dipendenti che hanno effettuato l’indagine per una eventuale chiamata in qualità di testimoni in giudizio presso il tribunale competente.

Il parere della Corte di Cassazione

Anche la Corte di Cassazione si è espressa in merito con la Sentenza n. 12489 del 2011, ritenendo legittima l’attività investigativa svolta da un’Agenzia Investigativa. L’azienda può legittimamente avvalersi di un’Agenzia Investigativa per verificare eventuali comportamenti illeciti dei propri dipendenti. Nel caso specifico è stato rigettato il ricorso presentato da un lavoratore licenziato. L’art. 2 delle legge 300 del 1970 (Statuto dei lavoratori) non esclude la possibilità per il datore di lavoro di incaricare Agenzie Investigative per svolgere indagini su illeciti. Il datore di lavoro può pertanto avvalersi di un istituto di investigazioni qualora si tratti di condotte che esulano dal contenuto di lavoro. Ad esempio in caso di Violazione dello stato di malattia, Violazione dei permessi ex Legge 104/1992, Concorrenza Sleale, Furto in Azienda, ecc.

Licenziamento per furto in azienda : domande e riposte

Il valore dell’oggetto rubato influisce sulla legittimità del licenziamento?

No, non necessariamente. La giurisprudenza sottolinea che l’elemento cruciale che giustifica il licenziamento non è il danno economico subito dall’azienda, ma la rottura totale e irreparabile del vincolo di fiducia. Anche il furto di un bene di valore minimo può essere considerato una giusta causa di licenziamento, perché dimostra la disonestà del dipendente.

E se il furto viene solo “tentato” ma non portato a termine? Si può licenziare lo stesso?

Sì. Anche il tentato furto è considerato una giusta causa di licenziamento. Il fatto che il dipendente abbia manifestato l’intenzione di sottrarre beni aziendali è sufficiente a compromettere il rapporto di fiducia, indipendentemente dal fatto che sia riuscito o meno nel suo intento.

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